Mentre scrivo questo articolo, nel mondo stanno nascendo nuovi modelli di intelligenza artificiale. E mentre lo stai leggendo, qualcuno sta già annunciando “il tool definitivo”. Nel frattempo un responsabile sta valutando se cambiare piattaforma, e da qualche parte un’altra startup sta lanciando qualcosa di “ancora più potente”.
Il risultato è prevedibile: ansia diffusa.
Vedo responsabili di reparto, manager e titolari passare ore a farsi sempre le stesse domande: “Qual è lo strumento migliore? Sto usando quello giusto? Domani ne esce uno più forte? Sto rimanendo indietro?”
Persone che non hanno ancora imparato bene uno strumento stanno già cercando il prossimo. È una rincorsa continua e, come tutte le rincorse senza direzione, spreca tempo ed energia.
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L’errore non è scegliere lo strumento “sbagliato”. L’errore è cambiare continuamente.
L’AI evolve a una velocità che nessuno può controllare. Ogni settimana arrivano aggiornamenti, nuove funzioni, nuove interfacce. Se il criterio diventa “uso sempre il migliore sul mercato”, allora non ti fermi mai abbastanza per diventare competente in uno. E senza competenza operativa l’AI resta un oggetto interessante, non uno strumento strategico.
La domanda “qual è il più potente oggi?” è poco utile. Quella che conta è un’altra: quale strumento è coerente con il mio lavoro, con il mio team e con il mio modo di operare, in questo momento? Scelto quello, lo si usa per un periodo definito. Si impara, si integra nei processi, si costruisce una routine. La stabilità, in questa fase, è una scelta strategica.
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L’AI non serve a farti diventare più bravo nel tuo vecchio lavoro
Nella maggior parte dei casi, l’AI non è lì per trasformarti in un “operatore più veloce”. È lì per toglierti di dosso l’operatività che sta rallentando il tuo ruolo di leader. Ed è esattamente qui che si collega l’articolo precedente (puoi leggerlo qui). Quando una persona viene promossa responsabile, spesso continua a fare il lavoro di prima e in più deve coordinare. Il carico raddoppia, la qualità cala, e la leadership rimane un’intenzione invece di diventare un comportamento quotidiano.
Per questo l’ossessione del momento — “qual è il tool migliore?” — rischia di essere una domanda senza senso. È un paradosso rincorrere l’ultima novità quando non hai ancora costruito un uso stabile di ciò che hai già scelto. La priorità non è testare tutto. La priorità è scegliere uno strumento coerente con i tuoi processi, darti un periodo definito per impararlo, integrarlo e farlo lavorare per te. Senza continuità non c’è competenza; senza competenza non c’è risparmio di tempo reale.
Ora, mettiamo che questa scelta, fatta con disciplina, ti faccia risparmiare tre ore a settimana. Non è un dettaglio: sono ore che prima sparivano in attività ripetitive, documenti, sintesi, preparazioni fatte all’ultimo minuto. A quel punto la domanda diventa molto semplice: quelle tre ore dove finiscono?
Se le reinvesti in altra operatività, hai solo aumentato la velocità con cui ti incastri nello stesso problema. Se invece le reinvesti nel tuo vero lavoro, cambia la qualità della tua leadership. Perché il valore di un responsabile non sta nel produrre di più, ma nel far produrre meglio gli altri nel tempo:
- dedicare spazio a colloqui individuali che non siano un “come va?”, ma un confronto su obiettivi, ostacoli e decisioni
- dare feedback chiari e tempestivi, prima che i problemi diventino abitudini
- fare riunioni preparate, con un esito concreto, non incontri di calendario che si trascinano
- prevenire conflitti quando sono ancora gestibili, invece di intervenire quando sono già diventati identità contrapposte
- sviluppare competenze, perché un team cresce quando qualcuno se ne occupa con costanza.
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Questa è leadership. Ed è la parte che l’AI non può sostituire. Non può costruire fiducia, non può prendersi la responsabilità di una conversazione difficile, non può leggere le dinamiche sottili che stanno erodendo un gruppo, non può creare cultura con coerenza nel tempo. Quello rimane il tuo lavoro.
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Adesso ti chiedo: quando l’AI ti libera tempo, lo stai usando per diventare il responsabile di cui il tuo team ha bisogno, oppure lo stai usando per continuare a fare il tuo vecchio lavoro più in fretta?
Buon inizio settimana,
Simone
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Fonti su AI, leadership e uso dell’AI nei processi decisionali
- How Gen AI Can Create More Time for Leadership — Harvard Business Review
Link: https://hbr.org/2025/10/how-gen-ai-can-create-more-time-for-leadership - AI-First Leadership: Embracing the Future of Work — Harvard Business Impact
Link: https://www.harvardbusiness.org/insight/ai-first-leadership-embracing-the-future-of-work/ - How AI Can Help Managers Think Through Problems — Harvard Business Review
Link: https://hbr.org/2025/02/how-ai-can-help-managers-think-through-problems - The AI-Augmented Leader — Harvard Business Review
Link: https://hbr.org/2024/06/how-ai-can-make-make-us-better-leaders - AI Doesn’t Reduce Work — It Intensifies It — Harvard Business Review
Link: https://hbr.org/2026/02/ai-doesnt-reduce-work-it-intensifies-it - 5 Critical Skills Leaders Need in the Age of AI — Harvard Business Review
Link: https://hbr.org/2025/10/5-critical-skills-leaders-need-in-the-age-of-ai - Succeeding in the Digital Age: Why AI-First Leadership Is Essential — Harvard Business Publishing Perspective
Link: https://www.harvardbusiness.org/wp-content/uploads/2025/01/Perspective_Succeeding-in-the-Digital-Age_Jan25.pdf
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