Si parla molto della figura del Coach nel nostro paese, spesso in modo inappropriato.

Il Coach è un professionista che ha sviluppato competenze specifiche nell’aiutare le persone a definire obiettivi e creare le condizioni affinché si trasformino in risultati. Fornisce “feedback” di qualità esterni in grado di ampliare, arricchire la visione stessa della situazione vissuta dal proprio cliente.  Lo scopo del coaching è consentire la piena espressione e sviluppo delle potenzialità di un individuo.

Abilitazione e abilità non sono necessariamente la stessa cosa: essere un Coach su un pezzo di carta e “fare il Coach di professione” sono due cose molto diverse.
Fare il Coach di professione significa aver sviluppato competenze specifiche e abilità pratiche e non avere soltanto conoscenze teoriche. Serve umiltà, disciplina, tempo e tanta, tanta pratica.

Il Coach non si pone come un guru che dispensa lezioni di vita, non clona se stesso nel cliente ma lo aiuta a sviluppare e maturare scelte autonomamente in piena libertà e congruenza con i propri valori.

La certificazione è una cosa seria. Va presa come un vero e proprio percorso di crescita personale e auto applicazione costante degli strumenti del coaching. I corsi vanno rifrequentati, vanno svolte continue e costanti esercitazioni pratiche dentro e soprattutto fuori dall’aula. Nella Scuola X Coach organizzo gruppi di lavoro e pratica con lo scopo di sviluppare competenze reali.

Una competenza è tale quando viene espressa inconsciamente, “sappiamo fare” senza pensare in modo sovrastrutturato.  Il problema più frequente riportato dagli studenti di coaching è proprio questo: invece di ascoltare chi hanno di fronte, continuano a parlarsi nella testa cercando la bacchetta magica o la “tecnica” precompilata perdendo le preziose informazioni date dal “coachee” (il cliente del coach) che sono il cuore e il fulcro di tutto il lavoro del Coach.

“Il Coach” con la C maiuscola è prima di tutto coach di se stesso in totale e piena congruenza del fatto, che non solo sa quello che dice, ma fa quello che dice prima ancora di farlo fare al suo cliente. Ciò che Il Coach esprime nel suo comportamento è parte di lui e del suo modo di vivere. Un vero e proprio atteggiamento che non vuole essere borioso né tantomeno auto referenziato, ma che si focalizza sull’aiutare le persone a produrre risultati concreti. Il focus è sulle persone, non sui noi stessi.

Nella Scuola X Coach avrai diritto ad una rifrequentazione gratuita dei corsi di specializzazione in PNL e Coaching. Questo ti permetterà di praticare molto di più, e con gruppi di persone sempre diverse, gli strumenti necessari a farti diventare un Coach realmente efficace in grado di affrontare il mercato del lavoro, migliorare la qualità della tua vita e quella delle atre persone.

E’ fondamentale creare i presupposti perché il coaching sia considerato per quello che è: un attività professionale straordinaria in grado di aiutare attraverso la figura del “Coach professionista” le persone a realizzare se stesse.

Simone


    4 replies to "Professione Coach"

    • Daniele

      Condivido pienamente ciò che hai scritto, se in primo luogo il coach non ha interiorizzato e fatto suoi gli insegnamenti facendoli diventare competenza inconscia cosa va a insegnare nella vita reale???? Teoria???
      Tempo e tanta pratica sono fondamentali, anche se possiamo dire che il tempo ce l’abbiamo tutti….perché ogni istante in cui viviamo…stiamo praticando la Vita!

      • Simone Volpi

        Grazie per il tuo commento Daniele

    • Luigi Luvinetti

      Sono pienamente d’accordo con tutto quello che hai scritto in questo articolo. Io sono appena all’inizio di questo affascinante percorso che mi porterà, a tempo debito, a diventare Coach e non voglio avere fretta. Voglio che la l’ago della bussola che mi guiderà sia una lancetta puntata verso la qualità e non la lancetta di un’orologio che ha troppa premura di finire un giro solo per poterne subito cominciare un altro. Quando penso alla figura del Coach vedo, innanzitutto, una persona responsabile e consapevole dell’importanza che avrà nella qualità della vita delle persone con cui avrà il piacere di lavorare. E’ quello che voglio essere, è quello sarò, è quello che, in parte, ho già cominciato a diventare. Sono sicuro che sarà impegnativo e questo lo rende ancora più stimolante, d’altronde, come ama spesso ricordare un caro amico: “Easy don’t make you grow!”

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