“Un’idea mediocre ma capace di generare entusiasmo farà più strada di un grande idea incapace di generare emozioni.”
– Mary Kay Ash

Ecco un’altra caratteristica differenziante dei leader produttivi. Sanno creare entusiasmo quando lavorano. É un entusiasmo palpabile e soprattutto contagioso perché crea “slancio” ovvero “momentum”.

Quando crei “momentum”, generi coinvolgimento, senso di appartenenza, dai vita a emozioni che fanno del tuo team un gruppo di persone affiatate e impegnate per il bene comune.

Da leader impegnati a far muovere il tuo team, al ritmo del tuo stesso entusiasmo.

Quando hai entusiasmo aumenta anche la tua capacità di produrre risultati. Immagina di dover sfondare una porta. Partiresti da fermo o prenderesti la rincorsa per imprimere una forza maggiore? L’entusiasmo crea slancio, la forza che fa muovere le cose, “momentum” per l’appunto.

A volte l’unica differenza tra vincere e perdere è proprio il momentum. Accade che le cose non funzionino, non per mancanza di talento, doti o abilità, ma per mancanza di slancio ed entusiasmo nel fare le cose.
L’entusiasmo è uno stato d’animo incredibilmente produttivo. Come per tutti gli “stati” è un trasformatore della realtà. Ne altera la percezione. L’entusiasmo è un qualcosa che “si fa”. Si esprime attraverso gli atteggiamenti, ed è un modo di pensare. Il nostro entusiasmo “si vede”, si nota. Ci mette sotto una luce diversa, migliore. Fa lavorare meglio noi e chi ci sta vicino. Lo stato è l’amplificatore della tua performance, migliora il tuo rendimento.
Ho conosciuto professionisti “mediamente capaci” diventare “professionisti eccellenti” perché nello stato giusto. Squadre di minor caratura e capacità tecniche mediocri, vincere partite sotto l’effetto dell’entusiasmo. Il giusto stato porta a migliorare la performance, la sua assenza la peggiora, e non solo, fa delle piccole cose grandi problemi. Con l’entusiasmo l’80% dei problemi è già risolto perché cambia il nostro atteggiamento nel percepirlo e quindi gestirlo.

“A volte pensi che il problema sia il problema, ma non lo è. Quindi un problema che non era un problema adesso è diventato un vero problema, non perché sia un problema vero, ma perché pensavi che lo fosse. E adesso, hai un grande problema che non era un problema grande, ma pensando che fosse un problema quando un problema non era, hai creato un vero e grande problema”.

Oltre ad essere un ottimo sciogli lingua ti farà sorridere all’inizio, e pensare molto alla fine.

“Il momentum” dice Maxwell, “è il miglior amico del leader nella risoluzione dei problemi”.
I manager cercano di risolvere i probIemi, i leader creano l’entusiasmo che li previene.
Sono due modi di pensare profondamente diversi, che creano due mondi diversi. I leader di livello 3 sono creatori di “momentum”. Quando un leader crea entusiasmo e nel tempo ne mantiene alto il livello, affronta le difficoltà lavorative in maniera più semplice. Il leader è proattivo, è in una “modalità mentale” che lo porta a valutare come muoversi al meglio in ogni contesto, e decidere la strada più efficace per raggiunge un determinato obiettivo.

Come puoi creare momentum?

Nel gioco del basket un buon coach, quando la squadra avversaria fa in rapida successione dei canestri, chiede il time-out. Secondo te perché lo fa? La squadra avversaria è trasportata dall’entusiasmo ed è nel “flow”. È in un momento di alta performance. Il time-out arresta il flusso del momentum.

Per creare entusiasmo nei tuoi collaboratori devi sapere cosa li motiva: conoscere i loro perché. Perché fanno quello che fanno.
Cosa ti rende triste al lavoro al punto che a volte vorresti piangere e andartene?
Cosa ti infastidisce o non ti permette di lavorare come vorresti?
Cosa ti mette così tanto di buon umore al punto da cantare?
Cosa sogni?
Quali sono le tue aspirazioni?
Cosa posso fare per metterti nelle condizioni di lavorare meglio?
Di cosa hai bisogno?

Queste sono alcune delle domande che possono aiutarti a conoscer meglio chi lavora con te, non solo. Ponili a te stesso. Avrai una mappa dei tuoi perché. Ricordo ancora quando osservai un manager, uscire a pranzo con un collaboratore. Scoprendo i suoi tasti del momentum lo fece piangere e ridere, e lo riportò in azienda più motivato che mai, il tutto in un’ora. È questo “saper fare” che fa di te un leader. La capacità di relazionarti e portare le persone a darti il meglio. Devi stare con loro, conoscerli e scoprire cosa li tiene svegli la notte. È così che eviterai che si perdano di fronte alle piccole cose.

Abbiamo visto l’importanza del creare entusiasmo nelle persone e di conoscere i perché che li motivano. Ora dobbiamo riconoscere quali sono i fattori che demotivano le persone. Uno è il proporre progetti troppo lunghi e complessi, che allontanano dalla visione d’insieme.

Ho imparato a mie spese quanto sia importante, partendo dalla visione generale dell’obiettivo da realizzare, procedere col creare obiettivi a breve termine e scomporli in piccoli passaggi.

Come puoi proporre al tuo team 5 progetti da portare avanti in parallelo, chiedere alla responsabile marketing di organizzare una campagna che prevede la realizzazione di 10 pagine web, 100 email marketing, 4 articoli per il blog e pensare che possa sostenere questo ritmo per settimane? Non solo non riusciranno a soddisfarti, ma entreranno in uno stato depotenziante e si sentiranno frustrati.

Rendi il tutto semplice e fluido, struttura i progetti per step e obiettivi a breve termine.

Quando le persone devono riflettere troppo a lungo, perdono concentrazione, si innervosiscono, iniziano a borbottare a lamentarsi. L’ambiente deve essere motivante, attivo, pieno di energia. Solo così le persone non perderanno il focus e saranno produttive.
Quando spiego il valore e il potere del momentum, spesso i manager si lamentano del fatto di avere una squadra poco entusiasta. È una realtà a volte legata alla figura del “sabotatore di slancio”, persone che ad ogni soluzione proposta, trovano un problema. Proponi una buona idea, il gruppo la accoglie con entusiasmo e il sabotatore se ne esce distruggendo in meno di un minuto non solo la tua idea, ma anche il clima stimolante che si era creato. Che il loro atteggiamento sia intenzionale o meno, devono essere educate tramite feedback puntuali e precisi. Il loro comportamento rischia di danneggiare l’intera produttività del team.

L’entusiasmo è contagioso, come lo è la sua assenza. L’ambiente è il riflesso dello stato d’animo delle persone che lo frequentano.

È più facile trovare la soluzione ad un grande problema in quanto pervasi dall’entusiasmo, che risolverne uno piccolo in sua assenza. L’entusiasmo non è la soluzione a tutti i problemi, ma è la premessa migliore per risolverli.

Simone

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