Quando si parla di leadership l’elemento che maggiormente determina la qualità della tua influenza sulle persone è la tua capacità di ottenere risultati.

Nella vita puoi offrire prospettive, interpretazioni, rielaborazioni, deduzioni, e conclusioni personali su tutto. Puoi parlare, giudicare, negare le cose, ma sono sempre i risultati che ottieni a segnare il confine tra ciò che pensi sia successo e ciò che è accaduto veramente.

I risultati non lasciano spazio a dubbi o a interpretazioni. O sei in grado di ottenerli oppure no.

Puoi essere la persona più buona del mondo, avere relazioni fantastiche ed essere amato, ma se non se hai successo in quello che fai, eserciterai una leadership debole e poco credibile.

L’unità di misura della produttività è nei risultati che ottieni.

Quando un leader è produttivo, lo sono anche i suoi collaboratori.

Si respira un clima in cui non è il potenziale, ma la performance ed i risultati che determinato il merito delle persone. Il leader si distingue per la capacità di conseguire maggiori e migliori risultati in minor tempo, rispetto alla gran parte delle altre persone.

Non è una questione di lavorare tanto, ma di imparare ad essere produttivi. Anzi. Non c’è nulla di più frustrante che vedere i propri sforzi e sacrifici non portare ai risultati sperati.

In questo articolo, analizzeremo alcuni comuni denominatori della produttività dei leader con i quali ho lavorato per poi, nei capitoli successivi, analizzare alcune delle strategie operative che li rendono produttivi sul campo.

 

I leader produttivi fanno quattro cose in modo sistematico che ho riassunto in un modello di lavoro chiamato D.A.R.E.

Direzione – Azione – Reazione – Entusiasmo.

É un acronimo non solo facile da ricordare, ma che ha un duplice valore in quanto, letto in italiano passa il messaggio “DARE alla propria organizzazione”, letto in inglese significa “OSARE”, concetto importante sia nel lavoro che nella vita. Come leader devi sapere dare una direzione precisa e coerente al tuo lavoro, prendere le decisioni necessarie, agire in modo costante e disciplinato, saper reagire alle criticità e ai problemi mantenendo alto il livello di entusiasmo personale e del tuo gruppo di lavoro.

DIREZIONE – I leader indicano la direzione da seguire e guidano con l’esempio

Non può esserci alcuna leadership senza una direzione da seguire. Se come leader di consenso ti sei guadagnato il diritto di guidare le persone, il presupposto è che lo hai fatto per portarle in una certa direzione. Che sia un sogno, una visione globale, un progetto o un obiettivo molto specifico, i leader indicano una direzione da seguire.

Se non hai una direzione in quello che fai, tanto nella vita quanto nel lavoro, non puoi esercitare alcuna leadership. Chi ti segue infatti, ha bisogno di soddisfare il suo recondito bisogno di sicurezza: deve sapere dove lo stai portando. La tua visione di leader sarà quella in cui il tuo team sceglierà di riconoscersi e sarà lo scopo che li muoverà ad impegnarsi a crescere e migliorare, sia come professionisti che come persone. Una direzione chiara dettata da uno scopo preciso è l’interruttore che accende la motivazione personale e del team.

I leader hanno una direzione precisa nella quale si muovono e sanno che la coerenza è l’ingrediente principale dell’influenza.

L’esempio determina la direzione

La direzione non è da intendersi solo come vision e obiettivi da raggiungere. Il leader determina la direzione soprattutto con il suo comportamento quotidiano.

Degli studi ad opera della Standard University hanno dimostrato che l’89% di ciò che sappiamo fare nella vita, lo abbiamo visto fare da qualcun altro.

“People do what people see”. “Le persone fanno quello che le persone vedono”.

C’è il capo che pretende che tutti rimangano oltre l’orario di lavoro, mentre lui, puntualissimo alle 17:00, se ne va per andare a giocare a calcetto. C’è il supervisore che critica e riprende tutti perché, durante l’orario di lavoro, trascorrono tempo su internet, per poi essere sorpreso nel bel mezzo della mattinata a fare acquisti on-line a titolo personale. C’è anche il direttore finanziario, che consiglia dei licenziamenti per “fermare la spesa superflua”, ma compra mobili di design per allestire il suo nuovo ufficio. Sono certo che stai pensando a qualcuno che conosci.

Vuoi trasmettere un insegnamento, dei principi che ritieni di valore, delle regole che sai possono aiutare a non perdere la direzione? Il modo migliore è dimostrare come si fa! Fai tu per primo, ciò che vuoi vedere fatto dagli altri.

Questo è essere coerenti. Questo è il cuore del comportamento di un leader di livello 3.

Concretizza ciò che dici con le tue azioni, altrimenti le tue parole faranno di te una persona inaffidabile.

“Fai come dico, ma non come faccio”. Questo è il modo migliore per perdere credibilità e demotivare un intero ambiente di lavoro.

Le parole pronunciate al vento, inconsistenti, escono come “aria di motivazione” da un palloncino, per essere sostituite dall’umore dettato dal cinismo e delusione: la peggior zavorra, che impedirà all’azienda di innalzarsi a livelli produttivi migliori. I doppi standard vengono percepiti come una forma di tradimento. Con “due pesi e due misure”, non si è mai fatta molta strada. Chi si sente tradito, alla prima occasione se ne va.

Ricordo lo sconforto di alcuni manager in merito al comportamento dell’amministratore delegato che, dopo due ore intense di riunione durante la quale aveva fatto notare l’importanza di un approccio basato sul rispetto e l’umanità nel dare feedback ai colleghi, uscito dalla stanza si era rivolto al direttore di produzione con toni accesi e poco rispettosi. Ricordati che le persone ti guardano e ti pesano dai tuoi comportamenti. Se non vuoi essere la zavorra della tua azienda, inizia a fare della congruenza il cuore del tuo comportamento.

I grandi leader sono consapevoli di quanto le azioni parlino più forte delle parole.

Da leader sei l’esempio e la forza trainante del tuo team. Sii la guida che vorresti avere.

C’è un vecchio detto sulla differenza tra un manager e un leader: ”I manager fanno le cose bene. I leader fanno le cose giuste, bene”. Esser leader e travestirsi da leader son due cose ben diverse: non fare qualcosa che non faresti se l’azienda fosse tua.

Assicurati il “Walk the Walk” – passa ai fatti!

“Don’t talk the talk unless you can walk the walk!”

“Non parlare a meno che tu non riesca a camminare!” Sostanzialmente il concetto è: “Non dire semplicemente le cose che farai a meno che tu non possa dar loro un seguito”.

“You can walk the walk” la metafora del camminare e passeggiare rende molto l’idea. Se vuoi passeggiare, devi prima di tutto camminare.

L’esempio è fondamentale: puoi ispirare le persone a dare il meglio di loro stesse, mostrando loro come fare. Solo così impareranno a farlo da soli. Il far vedere “come si fa” è il modo più efficace perché qualcuno apprenda: crei un’immagine di ciò che è possibile realizzare. Fai che i tuoi collaboratori siano stimolati dal pensare: “Se può farlo lui, allora posso farlo anch’io”.

Penso a Jack Welch, l’ex amministratore delegato di General Electric, morto recentemente (1 marzo 2020) all’età di 84 anni.

Ha portato l’azienda per la quale lavorava a livelli altissimi, aumentandone il giro d’affari e la capitalizzazione. Ha sviluppato l’idea di una ”organizzazione senza confini” dove tutti sono liberi di fare brainstorming e proporre le proprie idee, anziché attendere che qualcuno in una posizione “gerarchica” superiore lo faccia per primo.

Ha sciolto la sua squadra e ha promesso di ascoltare le proposte di chiunque facesse parte dell’azienda. E lo ha realizzato. Ha fatto di questo cambiamento il punto di forza dell’azienda. Welch è rimasto fedele alle sue passioni e a ciò che sapeva esser giusto fare. Le persone lo hanno seguito, perché aveva costantemente dimostrato loro che “faceva ciò che diceva”. Tradotto per te cosa significa? Mettiti a disposizione della tua squadra e mostra loro la strada. Ti seguiranno.

 

Quando non dai l’esempio

Quando i leader non “praticano ciò che predicano”, la collaborazione di successo è un miraggio. Quando manca la fiducia, manca lo stimolo all’azione. Come si sente la tua squadra quando dici loro di fare una cosa, e tu fai l’esatto contrario?

Immagina se anche solo una volta Gandhi avesse ceduto alla violenza. Il suo messaggio non sarebbe arrivato con la stessa potenza ed efficacia. I suoi seguaci si sarebbero sentiti presi in giro e lo avrebbero guardato con sospetto. Se Alessandro Magno non avesse combattuto duramente a fianco dei suoi soldati, per quanto pensi che lo avrebbero seguito? Oggi non sarebbe certo ricordato come l’eroe temerario che ha compiuto grandi imprese, ma risulterebbe uno dei tanti nomi sui libri di storia.

È con l’entusiasmo, l’ispirazione e la fiducia, che il leader guida il suo team nel concretizzare la visione aziendale. Una buona leadership è un fermo impegno a fare la cosa giusta, al momento giusto, per la ragione giusta.

Guidare con l’esempio è la scelta migliore e più proficua che tu possa fare.

 

Applicati

Se chiedi a un collega di fare qualcosa, assicurati di essere disposto a farlo per primo.

Quando fissi delle regole, chiediti se sei disposto a rispettarle e per quanto tempo riuscirai a farlo. È sufficiente che tu le violi una volta, perché tu venga percepito come incongruente. La tua integrità dipende dal rispetto delle regole che tu stesso scegli di imporre agli altri. Non interrompere il tuo interlocutore, se chiedi di non farlo. Se vuoi essere ascoltato, fallo tu per primo. Rispetta le “tue regole” e sarai rispettato a tua volta.

Decidi che l’orario di lavoro termina alle 17:00? Puoi rimanere più lungo, ma non andare via prima. Se hai previsto che la pausa pranzo è di un’ora, lo deve essere anche per te.

Non rientrare prima in ufficio e non rientrare dopo. Questo inficerebbe la regola che hai stabilito inizialmente. Ci vuole equilibrio, ricordi? Anche in queste “piccole cose”.

Vuoi fiducia e stima dalle persone che ti circondano?

Integrità, credibilità e coerenza. Fai che diventino il tuo mantra.

Simone

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