Tutti contro tutti

 

 

Sembra che fare informazione in Italia significhi una cosa su tutte: mettere le persone le une contro le altre. E ci stanno riuscendo davvero bene.

Tutti contro tutti nel parlare e commentare argomenti, di cui spesso non abbiamo la minima conoscenza e che il più delle volte, parliamoci chiaramente, contano quanto un granello di sabbia nel deserto.

Con l’illusione della democrazia intellettuale dove la tuttologia regna sovrana e l’ignoranza trasuda condivisioni di notizie false e non verificate, ecco che il pranzo è servito.
Non bastavano infatti le armi di distrazione di massa a stordire il nostro cervello. No. Perché non dare l’illusione alle persone di poter parlare di ciò che desiderano e sentirsi le protagoniste di discussioni inutili e faziose per metterle le une contro le altre? Abracadabra.

Oltre a distogliere l’attenzione delle masse dai problemi reali con gossip, notizie inutili, cronaca nera, notizie stagionali, pandemie, quiz e chi più ne ha più ne metta, adesso abbiamo la possibilità di alimentare l’odio tra le persone, se ce ne fosse stato ulteriore bisogno, con l’ultima moda del fare informazione.

Come funziona? Semplice. Prendo un argomento di discussione e interesse più o meno generale e inizio a martellare le news parlando esclusivamente di quel fatto. Ad esempio una volta l’anno si riaccende l’inutile dibattito tra cani buoni e cani cattivi, perché ovviamente come è risaputo i cani azzannano le persone solo in certi periodi. Poi puntualmente si riparla delle adozioni gay, del nucleare, dell’eutanasia, dei vaccini, della pandemie e via dicendo.
Poi creo il dibattito. Sei pro o contro le adozioni gay? Sei pro o contro il nucleare?
La conseguenza è che per esprimere la tua opinione devi schierarti da una parte o dall’altra.

Dato che nessuno ama avere torto, ecco scattare inconsciamente il fenomeno del “o sei con me o sei contro di me”.

Ma no Simone. Cosa stai dicendo? Io credo nel rispetto dell’opinione altrui. Anch’io credo nel rispetto dell’opinione altrui ma ti invito a leggere i commenti generali delle persone su informazioni strutturate nel modo in cui ti ho appena descritto e poi riparliamo della parola “rispetto”. Ad esempio sul tema vaccini dove i provax e gli antivax sono schierati uno contro l’altro come soldatini pronti a farsi la guerra.
Il problema che ci si presenta però non è soltanto questo. Il problema qui è a monte.

Quando ti illudi di avere una scelta chiedendoti se sei pro o contro qualcosa, spesso non ti rendi conto che non hai alcuna scelta.

Se ti chiedessi se vuoi mangiare pollo o tacchino per cena penseresti di avere una scelta? Certo. Posso scegliere tra pollo o tacchino. E se la mia intenzione nel farti la domanda fosse quella di farti mangiare carne? Penseresti ancora di avere una scelta?

Quando crei dibattito a favore e contro di qualcosa non ti rendi conto che non tutto si può dividere in bianco o nero. Una scelta è tale quando considera almeno tre opzioni. Non puoi pensare di avere scelte se non capisci che ci sono e saranno sempre delle eccezioni di cui tener conto. Ti focalizzi sull’avere ragione e non sul capire la questione per poi passare il resto del tuo tempo a fare la guerra a chi non la pensa come te.
Il punto è capire cosa sta dietro questo modo di fare informazione.

In un paese che urla il proprio diritto alla libertà ma che non va a votare perché nel weekend preferisce andare in spiaggia, ci danno l’illusione di avere il diritto di parlare, di dire ciò che pensiamo creando ad hoc due schiere: il pro e contro qualcosa.
Pro o contro quella riforma, pro o contro i vaccini, pro o contro la carne, pro o contro qualsiasi cosa. Cambia il periodo e cambia l’argomento ma la sostanza non cambia.

E’ una scelta? No. Non lo è. E’ solo un modo per metterci uno contro l’altro. Si portano le persone a fare di tutta un erba un fascio creando diatribe inutili. Tutto questo non è fare informazione ma è alimentare odio.

E a fare il “loro” gioco siamo proprio noi che accecati da intenzioni poco chiare che spaziano dalla mania di protagonismo alla necessità di commentare tutto e tutti per rivendicare la nostra esistenza.

Iniziamo a sparare a zero il più delle volte senza aver nemmeno tenuto in considerazione che potremmo sbagliarci in merito a ciò di cui stiamo parlando, urlando ai quattro venti libertà di opinione e rispetto quando siamo i primi a negarla.
Ogni volta che commenti qualcosa “pro o contro” chiediti quali sono le alternative oltre a quelle proposte. Prima di commentare chiediti cosa sai veramente di quell’argomento. La realtà è percezione non necessariamente esperienza personale.
La maggior parte delle persone che ha paura del bungee jumping non si è mai lanciata nemmeno una volta nella vita.

Simone

Condividi l’articolo se ti è piaciuto 🙂

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInEmail this to someone